Arrivare in Cambogia dalla Thailandia: pullman, visto e altri consigli pre-partenza

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Nel mese di dicembre, a cavallo tra natale e capodanno, abbiamo deciso di rinunciare a un pò di panettone per volare in Cambogia a fare il viaggio zaino in spalla che da tanto sognavamo e aspettavamo. Quando si inizia a pianificare un viaggio di questo tipo, la prima cosa che si fa è porsi tanti dubbi e domande, e spesso le risposte che si trovano posso essere confuse e incomplete. Io mi sono trovata esattamente in questa situazione; nella mia testa avevo pianificato tutte le cose che mi sarebbe piaciuto vedere e fare, ma non ero riuscita a capire se sarebbero state effettivamente fattibili o se il tempo che avevamo a disposizione sarebbe stato sufficiente. Adesso che siamo tornati ho pensato che prima di raccontarvi il viaggio poteva essere utile raccontarvi alcuni aspetti della sua organizzazione che si sono rivelati davvero utili, sperando che risultino di chiarimento a chi volesse organizzare un viaggio simile al nostro.

Attraversare a piedi la frontiera di Poipet

Quando abbiamo iniziato a cercare il volo per la Cambogia abbiamo notato che (per il periodo in cui siamo andati via noi, cioè tra fine dicembre e inizio gennaio) i voli aerei per la capitale Cambogiana Phnom Penh, avevano un costo parecchio elevato. La soluzione più economica (che ho visto applicata da tanti) è quindi stata quella di prende un volo per Bangkok, meta sicuramente più battuta dalle maggiori compagnie aeree, per poi effettuare un trasferimento in Cambogia in un secondo momento con aereo o pullman. Nello specifico noi abbiamo scelto questa seconda opzione: abbiamo comprato il volo andata e ritorno per Bangkok e abbiamo raggiunto la Cambogia in pullman attraversando a piedi la frontiera di Poipet.

Ovviamente questa scelta, a nostro avviso la più emozionante, ha richiesto una certa dose di organizzazione pre partenza. Come prima cosa abbiamo comprato il biglietto per il pullman diretto Bangkok-Siem Reap da casa tramite questo sito (da cui si può comprare però stranamente solo l’andata e non il ritorno) ad un costo di 750.00 THB (circa 20 Euro). Questa compagnia generalmente effettua due partenze al giorno, entrambe la mattina presto (alle 8:00 e 9:00) dalla stazione degli autobus Mo Chit terminal 2. I biglietti vanno ritirati un’ora prima della partenza in stazione dallo sportello della compagnia; niente di drammatico, ma se come noi volete prendere il bus delle 8:00 vi consiglio di chiamare un taxi che dall’albergo vi porti in stazione verso le 7:00. Dico taxi solo perché la stazione è leggermente fuori mano rispetto al centro e i servizi pubblici più veloci, come lo skytrain, fermano un po’ lontano (circa 20 min a piedi) da Mo Chit. In realtà da Bangkok ci sono tante compagnie che effettuano la tratta per Siem Reap. Noi abbiamo scelto questa perché era l’unica che ci permetteva di prenotare e pagare in anticipo da casa.

Siamo partiti in orario e arrivati a Poipet il pullman ci ha scaricati davanti all’ingresso della dogana Thailandese. Lì l’autista ci ha detto che ci avrebbe aspettato dal lato opposto, in Cambogia. Appena messo piede giù dal pullman ci siamo trovati in una situazione parecchio caotica, e il consiglio che ci hanno dato e che mi sento di dare è quello di dirigersi subito all’ufficio doganale Thailandese senza farsi fermare da nessuno. In molti infatti cercheranno di dirigervi verso finte dogane per vendervi visti falsi, chiaramente non validi per l’ingresso in Cambogia. Una volta alla dogana Thailandese la procedura è relativamente semplice e veloce.

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Ci hanno servito anche una colazione e un pranzo oltre alle consuete (in Cambogia sono sempre fornite durante le tratte in pullman) bottigliette d’acqua.

Anche per il rientro in Thailandia abbiamo utilizzato un pullman, in questo caso partendo da Battambang. Da lì non esistevano però pullman diretti come nel caso dell’andata, quindi una volta arrivati alla frontiera di Poipet abbiamo dovuto cambiare bus (e quindi caricarci in spalla gli zaini, che all’andata erano invece rimasti sul pullman nel passaggio di frontiera). All’inizio eravamo preoccupati all’idea del cambio, soprattutto di far fatica a trovare il pullman giusto una volta aldilà della frontiera; in realtà però non è andata poi così male: il biglietto riportava come destinazione finale Bangkok e alla fine la compagnia con cui eravamo partiti ha organizzato abbastanza bene il trasferimento e abbiamo presto trovato il secondo pullman.

In ogni caso il passaggio della frontiera è sicuramente il collo di bottiglia del viaggio in autobus da e verso la Cambogia. Alla dogana si possono creare file anche di tre o quattro ore per i controlli, quindi bisogna solo mettersi il cuore in pace e mettersi in fila. All’andata il nostro passaggio è stato in realtà veloce e indolore. Con l’autobus delle 8:00 da Bangkok siamo arrivati a Poipet sul presto e nel giro di un’ora eravamo già nuovamente sul pullman.

Al ritorno invece non è andata così bene. Siamo arrivati a Poipet nella tarda mattinata e nello stesso momento di molti altri pullman carichi di gente (molti diretti a Bangkok in occasione del capodanno) e questo ha fatto aumentare la fila di parecchio; in totale tra dogana Cambogiana e dogana Thailandese siamo rimasti in coda più di tre ore. Va anche tenuto in considerazione che a Poipet gli uffici doganali chiudono nel tardo pomeriggio (mi pare di ricordare intorno alle 18) e riaprono la mattina presto, quindi il mio consiglio è di evitare i pullman notturni, perché tanto fino a che non riapre la dogana non si passa; partite invece il prima possibile la mattina per ridurre le file, se potete.

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Richiesta del visto

A differenza della Thailandia che vi da automaticamente diritto al visto valido 30 giorni una volta arrivati in aeroporto (e anche in frontiera via terra), per entrare in Cambogia bisogna richiedere il visto. Non è comunque una cosa problematica. E’ possibile farlo direttamente in dogana una volta a Poipet avendo a portata di mano una fototessera, oppure lo si può fare online tramite questo sitoNoi abbiamo scelto questa seconda opzione, e a posteriori mi sento di consigliarla a tutti perché sicuramente fa risparmiare tempo e ansie, soprattutto nel caso di attraversamento a piedi a Poipet. Si può pagare con carta di credito e costa 40 USD (il prezzo è aumentato rispetto a qualche anno fa), circa 5/10 dollari in più rispetto a farlo in loco, arriva via mail dopo qualche giorno, e a quel punto basta presentarsi in dogana con due copie (a colori se possibile) e il gioco è fatto. Se come nel nostro caso il visto tardasse ad arrivare, scrivete una mail per sollecitarne l’invio. Forse sarà stato un caso, ma a noi a quel punto è arrivato in mezza giornata…

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La valuta

In Cambogia si paga prevalentemente in dollari americani (USD), mentre la moneta locale, il Riel, vale veramente pochissimo, circa 4000 Riel per 1 USD. Di conseguenza in Cambogia è molto più conveniente utilizzare i dollari per facilitare la vita ai turisti, tenendo al tempo stesso prezzi convenienti per loro. Nelle zone più turistiche i bancomat non mancano, ma ovviamente i prezzi di commissione e cambio valuta sono parecchio alti (anche se dipende dalla vostra banca) quindi vi consiglio di partire da casa con un po’ di dollari già in tasca. Ovviamente si può sempre usare anche il Riel per pagare. Spesso viene usato per dare il resto a fronte di una spesa in dollari; in questo caso il mio consiglio è di utilizzare tutti i Riel prima di uscire dal paese, perché visto il loro bassissimo valore è difficile che vengano accettati agli sportelli di cambio di altri paesi. Noi alla fine siamo riusciti a rientrare a casa con circa 10000 Riel, 2 dollari e mezzo.

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Itinerario di viaggio

L’itinerario che si decide di affrontare durante un viaggio è sicuramente una cosa molto personale e si basa ovviamente sugli interessi, le possibilità e il tempo a disposizione di ognuno. Non è stato semplice capire da casa quanto sarebbero stati efficienti i trasporti in Cambogia e quanto tempo avremmo quindi potuto dedicare ad ogni tappa. Alla fine siamo partiti senza un itinerario definito… sapevamo solo di avere 11/12 giorni effettivi da trascorrere in Cambogia, e ci eravamo segnati le cose che ci sarebbe piaciuto visitare. Alla fine i trasporti si sono rivelati molto più efficienti del previsto, permettendoci in meno di due settimane di toccare cinque differenti città e di visitare il paese da ovest a est e ritorno, facendo anche una tappa al sud. Una volta lì abbiamo deciso di dedicare in media lo stesso tempo ad ogni tappa e, ad eccezione di , in cui abbiamo passato 3 giorni, per ogni tappa ci siamo organizzati così: generalmente arrivavamo nel pomeriggio, avendo quindi tempo per un giro serale della città, il giorno dopo ci svegliavamo sul presto e dedicavamo l’intera giornata a visitare il luogo e i sui dintorni, e la mattina del terzo giorno ripartivamo per la meta successiva. Forse un po faticoso, ma con tempi sicuramente ottimizzati.

Come muoversi in Cambogia

Va detto che in Cambogia il treno praticamente non esiste. L’ipotesi di noleggiare una macchina non è nemmeno da prendere in considerazione, dato lo stato delle strade (anche quelle principali spesso non sono asfaltate) e il traffico caotico e disordinato, a dir poco. I mezzi migliori per muoversi sono quindi anche in questo caso i pullman. Ne esistono di vari tipi, da quelli più spesso usati dai locali (con karaoke in khmer a tutto volume), a quelli più adatti per spostamenti lunghi ma rapidi. Questi ultimi sono detti “pulmini VIP” (in realtà dei Ford Transit a cui sono stati aggiunti sedili), ma non bisogna lasciarsi incantare dal termine VIP; in realtà sono pulmini alquanto malandati ma che si muovono in modo più rapido rispetto ai pullman locali, facendo risparmiare parecchio tempo. Una volta lì abbiamo scoperto che non esistono vere e proprie stazioni degli autobus in Cambogia. In ogni città ci sono tante piccole compagnie che effettuano corse tutti i giorni per le mete più conosciute. Per organizzare un trasferimento noi andavamo in agenzia il giorno prima per comprare i biglietti, o chiedevamo direttamente all’hotel o alla guest house di telefonare (soluzione spesso molto comoda per via della lingua). Per essere sicuri di trovare posto è meglio prenotare con almeno un giorno di anticipo, e le corse generalmente costano dai 10 ai 18  USD per le tratte più lunghe. L’appuntamento per prendere il bus era sempre fissato per mezz’ora prima della partenza (spesso la compagnia organizza un servizio gratuito di tuk-tuk che passa direttamente in albergo), e anche se non abbiamo mai assistito a ritardi clamorosi si deve sempre mettere in conto che potrebbe volerci più tempo del previsto per arrivare a destinazione. Infatti una cosa molto carina è che questi pulmini spesso fungono anche da “corriere” per chiunque abiti nei paesini dislocati sul percorso.

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Precauzioni anti zanzare

Chiunque stia cercando informazioni su come organizzare un viaggio in sud-est asiatico leggerà da qualche parte che la stagione migliore in cui visitare questi paesi è sicuramente la stagione secca, ovvero quel periodo che va circa da fine novembre a fine febbraio. Nonostante il termometro non scenda mai sotto temperature per noi estive, durante questa stagione piove raramente, i fiumi e i laghi sono in secca, c’è meno umidità, e di conseguenza anche il numero di zanzare e insetti cala rispetto al resto dell’anno.

Noi siamo partiti senza fare alcuna vaccinazione o profilassi preventiva contro la malaria e le altre principali malattie locali trasmesse da zanzare e insetti. Siamo però partiti ben attrezzati riguardo la prevenzione dalle punture di zanzara. Oltre a uno spray anti-zanzare specifico per climi tropicali, su consiglio di una cara amica e trovando conferma sul web, abbiamo deciso di comprare un prodotto da spruzzare su vestiti, zaini e tutto quello che si indossa prima di esporsi a possibili punture: Biokill. Il suo scopo è di tenere lontane non solo le zanzare, ma tutti i tipi di insetti. Mi sento di consigliarlo, perché nemmeno nel folto della giungla tropicale con 35 gradi siamo stati punti da zanzare. Forse saremo stati fortunati, ma ci siamo trovati bene e lo riutilizzeremmo volentieri alla prossima occasione. Altra cosa che ci eravamo comparati è stata la zanzariera da montare sul letto. Alla fine non c’è stata mai l’occasione di usarla, alle volte perché era già fornita dall’albergo e altre perché non c’era possibilità di montarla sul letto. Anche questa verrà buona per il prossimo viaggio.

proteggersi dalle zanzare in cambogia: biokill, repellente e zanzariera

 

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One Comment

  1. Sara
    29 agosto 2017
    Reply

    Ciao! bellissimo post. Vorrei intraprendere un viaggio simile da sola. Pensi possa essere fattibile in quanto a sicurezza e spostamenti? Sono una ragazza. Grazie.

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