La mia esperienza nel Kruger national park: una settimana di avvistamenti (seconda parte)

Ecco qua la seconda parte dell’articolo dedicato agli avvistamenti fatti dentro il Kruger National Park in Sud Africa. In questo articolo vi abbiamo parlato di come abbiamo affrontato la visita al parco, in solitaria, senza guide e  utilizzando una macchina a noleggio mentre qui potete trovare la prima parte dei nostri avvistamenti.

Chi ha avuto la (s)fortuna di incontrarci al ritorno da questo viaggio sa che potremmo parlare del parco e degli animali che lo popolano per giorni interi, ma promettiamo che questo è l’ultimo, a meno che voi non vogliate che continuiamo 🙂

Ippopotamo

Ne abbiamo già parlato nel primo post dedicato al parco… sembra un animale molto placido, ed è un piacere osservarlo mentre si gode il fresco di laghetti e pozze, ma è in realtà molto aggressivo se incontrato fuori dall’acqua. La nostra guida l’ha descritto come più pericoloso di tutti i big5 messi insieme, il che è tutto un dire… Questo perché, nonostante il suo aspetto tozzo, l’ippopotamo è un animale agile e potente, in grado di correre a più di 40 km/h. Fino a che se ne stanno placidi all’interno delle pozze gli ippopotami sono animali tranquillissimi (ed è dolcissimo vedere solo occhi e orecchie che spuntano dall’acqua), ma se doveste mai incontrarli lungo la strada non avvicinateli per nessun motivo perché potrebbero diventare davvero molto pericolosi. Cosa più importante da tenere in mente, mai trovarsi tra l’ippopotamo e quello che lui ritiene essere la sua via di fuga, ovvero, l’acqua.

Leone

Difficili da vedere di solito, se si è fortunati (e noi purtroppo non lo siamo stati granché) si possono trovare in piccoli branchi, assieme ai cuccioli, mentre si muovono per andare a caccia.
I maschi tendono a rimanere isolati, mentre le femmine formano i branchi e badano ai cuccioli. La guida ci ha spiegato che in realtà sono le leonesse le più “pericolose”. Il leone maschio infatti è un animale tendenzialmente molto pigro e può arrivare a dormire una media di 19 ore al giorno mentre sono le leonesse, molto più attive sia di notte che di giorno, si occupano della caccia e dell’allevamento dei cuccioli. Altra informazione molto interessante che abbiamo scoperto è che i leoni spesso in realtà non cacciano, ma sfruttano la loro mole, superiore a quella di quasi tutti gli altri predatori del parco, per cacciare gli altri e appropriarsi delle prede già cacciate da questi. Hanno un manto molto più chiaro di quello che mi aspettavo e questo li rende difficilmente visibili durante le ore più calde della giornata perché si rifugiano a dormire sotto gli alberi o i cespugli e si mimetizzano con il terreno. Per cercarli (anche se non è detto che riusciate a vederli) recatevi nelle zone più aride del parco.

Elefante

Per noi che abbiamo avuto la fortuna e il privilegio di vedere gli elefanti asiatici, vedere anche l’elefante africano è stato fantastico. La caratteristica che tra tutte le altre mi è più rimasta nel cuore per distinguerlo da quello asiatico, è che l’elefante africano ha le orecchie “a forma di Africa”.
Si muovono spesso in branchi, anche molto numerosi, quindi fate sempre attenzione a non trovarvi in mezzo tra molti esemplari (e soprattutto tra mamma e piccolo). I branchi sono composti solo da femmine e da cuccioli, e la matriarca è la guida esperta del branco. Gli elefanti vincono su tutti gli altri animali per la dolcezza dei loro cuccioli, gli elefantini sono una delle cose più belle che abbiamo avuto la fortuna di vedere. Sono impacciati e si muovo in modo buffo perché non sanno ancora come utilizzare quelle grandi orecchie e quella lunga proboscide (parecchio sproporzionati rispetto al resto del corpo quando sono così piccoli) che la natura gli ha donato.

Bufalo

Altro erbivoro dei big5 insieme al rinoceronte e all’elefante, è veramente imponente. Li abbiamo incontrati in diversi luoghi e in diverse condizioni, ma mai un capo isolato. Ci è capitato di avvistarli in gruppetti di pochi esemplari, due o tre, o in enormi branchi di più di una cinquantina. Le loro corna sono veramente impressionanti, un po’ perché sono veramente minacciose, ma anche perché ricordano vagamente un parrucchino (@realdonaldtrump). Se li avvistate in una notte tranquilla potrete avere la possibilità di osservarli dormire tutti insieme in branchi di decine di animali, tutti ammassati l’uno all’altro. Un altro aneddoto stranissimo che non abbiamo sfortunatamente avuto la possibilità di vedere direttamente ma che ci è stato spiegato dalla guida.

Zebre

Avremo un’opinione un po’ impopolare a riguardo, ma sebbene siano sicuramente un animale affascinante per il loro manto striato, non pensiamo che le zebre siano tra gli animali più belli e interessanti che abbiamo avuto la fortuna di vedere. Con una corporatura possente, ma vagamente tozza, sembrano un incrocio tra la fisionomia di un cavallo e quella di un asino. Quello che più ci ha stupiti in realtà è stato poi il manto, che almeno nella vegetazione lussureggiante del periodo in cui noi abbiamo visitato il parco, non offriva nessun vantaggio mimetico, e anzi spiccava per contrasto rispetto il verde e il marrone dell’ambiente… esattamente l’opposto di quello che pensavamo!

Licaone

Nel parco ci sono soltanto 350 di questi esemplari di “cagnoloni” africani. Si muovono sempre in branchi di una decina/ventina di capi, e sono animali bellissimi con un manto maculato e screziato di diversi colori, orecchie giganti in stile Topolino, e uno sguardo da cagnolino. Li abbiamo incontrati al termine di una nottata a caccia, a riposo sotto un albero, mentre un esemplare del branco teneva lontani gli avvoltoi e i grifoni dalla preda che ancora non avevano terminato di mangiare. Siamo stati a guardarli per un’ora intera. Uno degli spettacoli che più ci hanno proiettati dentro ai documentari sull’Africa che adoriamo guardare a casa.

Piccoli grandi avvistamenti

Nonostante avvistamenti come quelli dei grandi felini e dei maestosi animali alti e/o possenti, siano state le cose che più ci hanno emozionato e fatto battere il cuore, ci siamo nel contempo resi conto che il parco brulica di un’altra grandissima varietà di vita, anche se meno “appariscente”. Quasi l’intera totalità di questa terra africana è abitata da creature che a volte è molto difficile vedere, ma che in realtà possono dare grandi soddisfazioni se finalmente avvistate. Già nel primo articolo sul parco vi avevamo raccontato di come era stato emozionante avvistare nel centro della strada uno scarabeo stercorario, ma a quello si sono susseguiti tanti altri curiosi avvistamenti di uccelli, tartarughe e altri piccoli animali, che per quanto “minori” rispetto ai big5, ci hanno riempito sempre il cuore di gioia nell’avvistarli. Il nostro consiglio è quindi quello di non perdervi i dettagli, osservate tutto perché dietro ogni filo d’erba che si muove potrebbe esserci una sorpresa.

 

Ci sentiamo di avervi fornito tutte le informazioni utili riguardo a tutto quello che abbiamo scoperto e ci è venuto utile durante il nostro viaggio, ma non esitate a scriverci per farci qualsiasi altra domanda riguardo il parco, il viaggio, le foto e informazioni che vi interesserebbe avere o cose su cui non siamo stati chiari.

Saremo felicissimi inoltre di condividere anche le vostre esperienze in questo parco o in altri parchi safari in giro per l’Africa, quindi se volete raccontatecele nei commenti 🙂

4 Comments

  1. Veronica che spettacolo! Ho letto d’un fiato l’articolo, perfetto sia nelle descrizioni precise e dirette, sia per quelle foto ‘da wow”!
    Questa mattina avevo bisogno di qualcosa d’esotico, emozionante e pieno di vita: il tuo post è stata la risposta!
    Cioè, sto ancora riflettendo su quegli scansafatiche dei leoni maschi, sugli ippopotami che credevo miti come agnellini…. e pure su @realdonaldtrump 😂, ma spero di farmene una ragione a breve!
    A proposito di elefanti: il prossimo agosto conto di visitare uno dei centri accoglienza dalle parti di Chiang Mai. Sto raccogliendo informazioni, perché voglio scegliere un ospedale che sia davvero dalla parte degli elefanti, visto il trattamento disumano cui sono sottoposti in Thailandia. Spero di fare la cosa giusta.
    Un bacio, a presto,
    Claudia B.

    • Veronica
      19 febbraio 2017
      Reply

      Grazie Claudia :)!!! Sono contenta ti sia piaciuto e che ti abbia risollevato la giornata! La questione dei centri di accoglienza per gli elefanti mi sta particolarmente a cuore dopo che visitai il Mondulkiri project nell’omonima provincia in Cambogia nel 2015. Ho scritto un post molto completo qui sul blog in cui parlavo di come ci siamo trovati, dell’esperienza che abbiamo vissuto e di quello che ci ha lasciato dentro viverla. Credo che sbagliare non potrai, qualsiasi luogo sceglierai ti sembrerà di fare del bene e ti aiuterà ancora di più a entrare in contatto con questo argomento e ad affezionarti alla causa. L’unico consiglio che ti posso dare (io non ne ho mai visitato uno in Thailandia) è quello di scegliere un luogo che magari è appena nato e ha davvero tanto bisogno di farsi conoscere e di aiuti. Con i nostri blog e con il passaparola si può fare molto e più questi luoghi crescono e diventano numerosi e più aree vengono protette e più elefanti hanno la possibilità di essere salvati.
      Intanto ti mando un abbraccio e un saluto grande 🙂

  2. 17 febbraio 2017
    Reply

    Che meraviglia e che invidia..sei finita dritta dritta in una puntata di Superquark! Quoto Claudia sulla questione “maschia”. Sti scanzafatiche, tze! 😛
    Bellissima la cosa delle orecchie a forma d’Africa! *_*
    Come sempre foto fantastiche 😉 A presto!

    • Veronica
      19 febbraio 2017
      Reply

      Grazie come sempre di essere passata, i tuoi commenti mi fanno sempre morire dalle risate 😀 !!!
      Sono felice che ti sia piaciuto!!
      Un abbraccio e a presto!

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