Ristorante la Ragnatela

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La Ragantela trattoria cooperativa, perso nella campagna tra Padova e Venezia e con  le belle rive del brenta che fanno da scenario,  è un luogo profondamente legato alle tradizioni della sua terra ai prodotti che la caratterizzano, per i quali ha un grande occhio di riguardo, qui infatti,  il presidio slow food e la provenienza  delle materie prime sono un vero e proprio mantra.

Dalla più rinomata gallina padovana, fino a prelibatezze più di nicchia come le moeche (granchietti tipici della laguna veneta che si possono trovare solo nelle poche settimana all’anno in cui migrano li per fare la muta del carapace, momento in cui vengono pescati e possono, a questo punto, essere mangiati interi essendo molto teneri e molli) o il formaggio Morlacco della zona del monte Grappa e la Vacca Burlina (razza bovina autoctona del veneto), tutti i prodotti provengono da cooperative e aziende agricole della zona.

Per sfruttare al meglio la potenzialità della materia prima vengono proposti due menu differenti: quello della tradizione, dove vengono seguite alla lettera le regole della cucina veneziana , e quello dell’innovazione, dove con la stessa materia prima vengono creati e sperimentati piatti nuovi ed estremamente creativi, con abbinanti a volte anche molto inusuali, ma che spesso sono una sorpresa per il palato. Non bisogna scegliere, si può ordinare a piacimento da entrambi, creando così una fortissima fusione tra tradizione e modernità.

Una cosa che mi ha sorpreso e che ho apprezzato tantissimo è stata aprire il  menu e trovare una lunga lettera ai clienti in cui sono spiegate le belle motivazioni di quella che il ristornate ha chiamato  “l’iniziativa dello sconto”: i ristoratori hanno preso consapevolezza del fatto che la crisi di questo periodo affligge tutti, che un ristornate senza clienti non esisterebbe e anche che un ristornate pieno e frequentato è decisamente meglio di uno vuoto, quindi hanno fatto la scelta di ridurre tutti i prezzi quasi del 50%. L’iniziativa doveva durare solo pochi mesi ma ha avuto molto successo e alla fine è diventata permanente.

Non lasciatevi ingannare dall’aspetto semplice e poco raffinato dell’esterno, all’interno è arredato con un ottimo gusto, moderno ma con molti dettagli carini e originali come le ricette scritte a mano sulle sedie o la collezione di libri di cucina. Noi ci siamo concentrati sopratutto sul menu della tradizione perché non avevamo mai assaggiato veri piatti veneziani come il saor di gamberi con spezie e mandorle (consigliatissimo, era davvero delizioso), i bigoli in salsa di alici e appunto le moeche fritte in pastella. Vi consiglio di assaggiare il vino della casa, essendo una cooperativa agricola è di loro produzione, è molto buono e gustoso (premetto che ne so davvero poco di vino),  in bottiglia, si può bere a consumo.

Prezzo a persona 30-35 euro( antipasto, primo, secondo e due bicchieri di vino)

Indirizzo: Via Caltana 79, Scaltenigo di Mirano (Venezia)

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